Milano (TMNews) - Quello che gli scrittori non dicono. Potremmo partire da qui per spiegare che cosa sia "Scrittori fantasma", l'antologia che esce per Elliot dove sei scrittori italiani danno voce ad altrettanti grandi personaggi della letteratura, dal fratello del giovane Holden al Bartleby di Melville, dal console Firmin di Lowry alle suggestioni di Bolano e Borges. E a Gilbert Carnovsky, il protagonista del romanzo più famoso di Nathan Zuckerman, alter ego letterario di Philip Roth. Su quest'ultimo si è cimentato lo scrittore milanese Marco Rossari."Entrare nella pelle di Nathan Zuckerman - ci ha detto - non è semplice, è una cosa che mette molto spavento quando cominci a scrivere, ma allo stesso tempo, avendo letto tantissimo Roth e avendolo amato visceralmente, era una cosa che avevo una grande voglia di fare".Nel dettaglio, ammiccando anche a Kafka, Rossari spiega così il suo ultimo capitolo (reale) di un romanzo immaginario. "Ho raccontato - ha aggiunto - la crisi di un ragazzo che decide di scrivere e trova una sorpresa la mattina allo specchio, del tutto inaspettata, che innescherà una serie di reazioni a catena di tipo sessuale, e che però fa un discorso intorno alla scrittura, che è un discorso pertinente, perché Roth ha sempre scritto intorno alla scrittura".Insieme a Rossari, nell'antologia compaiono anche Giusi Marchetta, Maurizio Braucci, Giuseppe Montesano, Valeria Parrella e Lorenzo Pavolini. Sempre che non siano fantasmi.