Roma, (TMNews) - La discesa agli inferi di un avvocato che vive nella mediocrità: è Demetrio Perez, cioé Luca Zingaretti nel film di Edoardo De Angelis presentato a Venezia. L'attore racconta: "Perez è questo, quando lo incontriamo ha smesso di scegliere per la propria esistenza, si lascia andare alla corrente. Poi arriva qualcosa che lo costringe. L'unica cosa che conta nella sua vita è sua figlia che è in pericolo, lui torna e deve fare qualcosa per salvarla".La figlia Tea è l'esordiente Simona Tabasco, per lei Perez è disposto a infrangere ogni legge, in un noir metropolitano sullo sfondo di una Napoli inedita, quella metallica del Centro Direzionale, un quartiere di grattacieli che si rivela oggi una promessa mancata."Quando "doardo venne da me con mezza paginetta che all'epoca si chiamava "Il Monsignore" e non "Perez" io rimasi subito incantato. Mi disse "Guarda ho scritto questo per te". Mi sono innamorato perché è una vicenda umana straordinaria".Un film e un ruolo a cui Zingaretti tiene tanto da essersi lanciato come produttore: "Un attore che è abituato a lavorare con la creatività, se si mette a fare il produttore secondo me è una iniezione di energia nuova, viva, in un mercato forse un po' asfittico come quello italiano perché è piccolo. Secondo me con questo film si è anche voluto fotografare un'immagine del nostro paese, che è un paese stanco, un paese dove l'individuo è sempre più solo,è sempre più difficile viverci... e poi c'è un modo per raccontarlo che veicola questa fotografia, questa vicenda umana perché il pubblico rimane incollato a vedere perché ti prende la pancia".