Roma, 16 mar. (askanews) - Una storia dal carcere che nasce da un progetto rivolto ai detenuti: raccontare problemi e storie solitamente ignorati, aprire al pubblico le porte di un luogo inaccessibile, ma anche con un tocco di leggerezza e speranza. Arriva in anteprima sulla piattaforma web Ray, poi su Rai3 il 26 marzo in seconda serata, "Mala Vita", cortometraggio di Angelo Licata, liberamente ispirato al racconto "Pure in galera ha da passà 'a nuttata" di Giuseppe Rampello, vincitore del premio Goliarda Sapienza 2013, premio letterario dedicato ai detenuti affiancati da scrittori che gli fanno da tutor.Protagonisti Luca Argentero, detenuto che considera ormai il carcere come una seconda casa e Francesco Montanari nei panni del detenuto violento. Luca Argentero racconta:"E' un truffatore, manipolatore con un obiettivo: riconquistare la sua cella, il suo posto letto e lo fa contro un temibile boss, che è Francesco Montanari che si è impadronito di un luogo che a lui sembra suo di diritto"."Il progetto era molto interessante, mi permetteva in 20 minuti di film di parlare 4 dialetti contemporanemente, fare qualcosa che non avevo mai fatto".Il regista Angelo Licata:"Il tema è forte perché parliamo di vita carceraria, che è molto dura, fatta di privazioni, quando ti levano la libertà perdi qualunque cosa e ti attacchi a cose più piccole che fuori sarebbero quasi inutili e dentro sono importantissime". "Abbiamo girato alle ex-carceri "Le Nuove" di Torino che ora è un museo, un ambiente pregno di storia e sofferenza, gli attori erano ispirate dagli ambienti e anche noi". "Mala Vita" è il primo passo di un progetto più ampio, ha spiegato la direttrice Rai Fiction Eleonora Andreatta. Anche nei prossimi anni, infatti, i racconti vincitori del Goliarda Sapienza diventeranno film come questo, per arrivare poi a una web serie.