Roma, (askanews) - Fiori che sbocciano, animali, castelli che prendono forma e si trasformano. Ombre come linguaggio universale e sogni che si possono realizzare come per magia attraverso i corpi che si modellano e si incastrano tra loro sulle note musicali, nello spettacolo "Magic Shadows" dei "Catapult". Per la prima volta in tour in Italia, la compagnia di danza americana nata nel 2008 dalla creatività di Adam Battelstein, già danzatore dei Momix, ha tenuto il pubblico, grandi e piccini, incollato alle poltrone del Teatro Duse di Bologna per un'ora e mezza, coinvolgendolo in una danza sulle note di Vivaldi, Arlen e Norton.Steven Marshall, danzatore e assistente del coreografo dei Catapult:"Ci sono voluti molti mesi per prepararci a questo spettacolo. Per creare le ombre è necessario un lavoro molto specifico, per ciascun movimento è servita molta preparazione e molta fatica per creare le immagini che volevamo".E parlando di Adam Battelstein:"E' stato profondamente ispirato dalle ombre. Lui vuole raccontare delle storie attraverso le ombre usando uno strumento che tutti possono vedere, senza usare altri linguaggi, e cioè il linguaggio del corpo. E' molto interessante, per me e per tutti noi ballerini".Lo spettacolo conduce il pubblico in un viaggio tra le meraviglie del mondo, viste da un aereo o da un macchina, dal dorso di un cammello o su una gondola, fino a un'astronave che atterra su un pianeta sconosciuto nello spazio.