Roma, (askanews) - E' un motivatore carismatico che aiuta le persone a realizzare i propri desideri, che siano amore, ricchezza o lavoro, con tecniche precise che portino al successo. Così Silvio Muccino torna al cinema dal 26 febbraio con "Le leggi del desiderio" la sua terza regia, scritto con Carla Vangelista. Un film in cui, come un profeta visionario, spiega le sue teorie all'insicura Nicole Grimaudo, alla frustrata aspirante scrittrice Carla Signoris e al disoccupato Maurizio Mattioli. Figure attuali, quelle dei life coach, ai tempi della crisi, in cui la gente cerca risposte positive. Ma anche un film d'amore. Spiega Muccino:"Penso che sia innanzitutto un film romantico, che ha nel cuore le dinamiche delle commedie romantiche americane anni '50, è un film fatto di sentimenti però è anche un film che mi offriva la possibilità di fotografare l'Italia di oggi". "In un momento di crisi come questo il desiderio è diventato ancora più importante perché la vita ci crea ancora più insoddisfazioni e su questo terreno sono nati i life coach, che sono una figura assolutamente contemporanea".Muccino spinge i suoi adepti a vivere fino in fondo i propri desideri, ma alla fine a cambiarlo saranno propri i suoi allievi con le loro fragilità. Dice di aver studiato a lungo i life coach, ma di non avere ancora un giudizio preciso su di loro anche se,"nel bene e nel male sono persone che in questo momento promuovono la speranza e l'ottimismo".E Nicole Grimaudo aggiunge:"Al momento siamo un po' pieni di life coach, se si parla di politici, siamo pieni di gente che ci dice cosa fare, come fare e come essere, ma secondo me dobbiamo tenere bene a mente quali sono i nostri desideri reali, inerenti alle nostre vite e non a quelli di qualcun altro".