Torino, (TMNews) - "La legislazione italiana riconosca anche i principali festival e rassegne legate al Libro lo status di bene culturale". A lanciare la proposta è Rolando Picchioni, patron del Salone del Libro di Torino, che il 5 e il 6 aprile ha riunito all'ombra della Mole Antonelliana 66 rassegne culturali italiane nella due giorni battezzata "Le città del Libro".L'obiettivo del summit, come spiega Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro Nazionale per il libro e la Lettura, è riunire per la prima volta chi ha promosso i libri per anni, per fare massa critica in un momento di crisi. "Abbiamo cercato di metterli insieme per fare di meglio". Un momento di crisi sottolineato da Marco Polillo, presidente dell'Aie: "L'ultimo è stato un anno non buono, la crisi c'è ed è strutturale".Eppure anche in tempi di recessione i festival culturali sono in continua ascesa, con ricadute economiche ma soprattutto culturali, alla fine obiettivo principale di eventi come il Salone del Libro di Torino, fondato 26 anni fa da Guido Accornero. "Io spero che veramente tutte queste iniziative portino i ragazzi davanti ai libri".