Roma (askanews) - Gabriele Salvatores si misura con un genere totalmente insolito per l'Italia: il fantasy con un supereroe adolescente, molto normale anche se dotato del potere di diventare invisibile. Dal 18 dicembre nei cinema arriva "Il ragazzo invisible": un film per ragazzi con effetti speciali non comparabili con quelli dei film americani, ma con personaggi con cui ci si può identificare. Per il regista questo film nasce anche grazie al suo Oscar: "Quando nella vita ricevi qualcosa di inaspettato, che ti aiuta, forse devi restituire qualcosa: diciamo che ho usato questo superpotere che viene dall'Oscar per fare delle cose che non mi avrebbero fatto fare, non consuete per il cinema italiano".Il protagonista è Michele, interpretato dal giovane Ludovico Girardello, figlio della poliziotta Valeria Golino, che si sente emarginato dai compagni di classe, ma che scopre all'improvviso il potere di diventare invisibile, e diventa involontariamente l'eroe di una comunità in pericolo. Michele è un supereroe normale, molto italiano, in cui si possono identificare ragazzi e adulti, che aiuta a capire meglio la realtà."I supereroi esistono da sempre, addirittura nella mitologia greca, per non parlare dell'Iliade, o delll'Odissea. Noi però questa cosa in Italia l'abbiamo un po' abbandonata perché la nostra cultura è molto realistica: Manzoni, Verga, grandi romanzi realistici.Se a questa visione realistica della vita, della realtà, accostiamo anche quell'altro lato, che è più fantastico, meno controllabile, la realtà la capiamo meglio. C'è forse un altro lato, un po' più magico, che ci può aiutare". La scommessa produttiva è enorme, ma il film copre uno spazio vuoto nel cinema italiano, e mentre già si pensa a un sequel, in uscita ci sono un fumetto e un romanzo su questo piccolo grande eroe italiano.