Milano (TMNews) - Era il 1978 quando "Halloween" diede vita ad uno degli assassini più inquietanti di sempre, Michael Myers. Il capostipite di tutti i film sulla notte delle streghe, capolavoro di John Carpenter che ridefinì il concetto di film horror, venne girato con pochissimi soldi e ottenne un enorme successo di pubblico, impressionato e affascinato dalla storia del serial killer con la maschera che, dopo aver passato 15 anni in manicomio per aver ucciso ancora bambino la sorella, torna per continuare la strage. Le sue riprese in soggettiva, l'ambientazione claustrofobica, la musica, composta dallo stesso Carpenter, contribuirono a renderlo un film culto, primo del sottogenere horror degli "slasher movie". Situazioni e personaggi del film sono diventati iconici, veri e propri archetipi del genere tutti diligentemente ripresi in forma di parodia da "Scream". Durante il film di Wes Craven, proprio la visione di Halloween, è l'ispirazione per le tre regole per sopravvivere in un film horror: "Mai fare sesso, mai ubriacarsi o drogarsi e mai mai e poi mai 'dire torno subito'".Il film segna anche il debutto di una ventenne Jamie Lee Curtis, prima "Scream queen" moderna. D'altronde l'attrice è figlia di Tony Curtis e di Janet Leigh. Con una madre protagonista di un caposaldo del genere come "Psycho", più volte citato in Halloween, l'horror non poteva che averlo nel sangue.