Roma (TMNews) - E' una favola, un dramma esistenziale e un thriller a sfondo politico l' attesissimo "Grace di Monaco" , dal 15 maggio nei cinema italiani. La pellicola diretta da Olivier Dahan è ambientata nel 1962, sei anni dopo le nozze tra Grace Kelly e il principe Ranieri di Monaco, interpretato da Tim Roth. Quell'anno, secondo quanto raccontato nel film, Grace dovette rinunciare al suo ritorno al cinema perché si aprì una crisi politica tra il principato e la Francia, visto che De Gaulle minacciava l'embargo e una possibile annessione. Secondo il racconto fatto da Dahan, tra abiti sontuosi, confessioni e intrighi di palazzo, Grace dovette rinunciare alla propria libertà e con ostinazione si trasformò nella principessa perfetta, tra lezioni di portamento, di francese e di protocollo. La notizia del boicottaggio del film da parte dei figli di Grace aveva destato scalpore nelle scorse settimane, ma in realtà la pellicola smonta totalmente l'immagine dei Grimaldi: Grace e il marito risultano dei perfetti estranei, lui è interessato solo alle strategie politiche mentre lei è una donna frustrata, incompresa, infelice. Nonostante il finale trionfale e la riconciliazione tra i due principi, "Grace di Monaco", insomma, mostra che dietro le quinte di quel palazzo, per anni, non ci fu una favola ma solo grande sofferenza.