Milano (TMNews) - Raccontare la fabbrica, per raccontare l'impresa e quindi rilanciare il rapporto, mai del tutto sbocciato in Italia, tra il lavoro e la cultura. "Fabbrica di carta", antologia curata da Giorgio Bigatti e Giuseppe Lupo per Laterza, presenta una serie di testi sulle manifatture firmati da intellettuali come Italo Calvino o Carlo Emilio Gadda ed è stata distribuita a tutti i partecipanti all'Assemblea generale di Assolombarda a Milano. L'introduzione del libro è di Antonio Calabrò, consigliere incaricato cultura d'Impresa e Legalità dell'associazione. "Fabbrica di carta - ci ha detto - cerca di colmare un vuoto e cioè il vuoto della rappresentazione di un punto fondamentale dell'identità italiana: la nostra straordinaria capacità manufatturiera".Il presidente uscente di Assolombarda, Alberto Meomartini, ha invece firmato la prefazione del volume e insiste in particolare sul rapporto tra l'imprenditoria e la cultura. "Raccontare la storia di quello che si è fatto - ha detto -, le sensazioni e le emozioni, non è mettere la ciliegina sulla torta dell'impresa, è fare impresa e radicare ancora di più nelle nostre passioni il senso dell'impresa"."E' necessario - ha aggiunto Calabrò - che l'impresa industriale sappia raccontare se stessa e che il mondo intellettuale e della cultura contribuisca a definire una nuova narrazione dell'industria e del lavoro".Un messaggio che assume particolare rilevanza in un periodo storico che sembra avere espunto la produzione dai propri parametri di riferimento. "Abbiamo immaginato - ha concluso Meomartini - il canto del cigno della manifattura troppo presto".