Roma, (askanews) - Il "Barocco a Roma, la meraviglia delle Arti", in mostra a Palazzo Cipolla fino al 26 luglio, è il punto di partenza di un irripetibile viaggio nel Barocco della Capitale, città che nel Seicento divenne il centro culturale del mondo attirando a sé un'infinita congerie di artisti italiani e stranieri, che, stimolati dalla politica della Chiesa, si "sfidarono" toccando i vertici di una creatività senza eguali.L'operazione è nata dalla volontà di Emmanuele Emanuele, presidente della Fondazione Roma: "La mostra del Barocco l'ho voluta fortemente caratterizzare con una sinergia pubblico-privato, mia antica e costante reiterata proposta, quindi coinvolgendo in aggiunta all'attività specifica all'esposizione che si svolge a Palazzo Cipolla tutte le compresenze della storia del Barocco nella nostra città".In quel periodo pittura, scultura, architettura e urbanistica raggiunsero i massimi livelli: l'esposizione mira a svelarne il fascino attraverso la ricostruzione del percorso creativo dell artista, dall idea progettuale - sono esposti in mostra, tra l altro, studi, bozzetti, schizzi, piante e sezioni architettoniche - fino all'opera compiuta, anche e soprattutto oltre il perimetro della mostra.In tutto quasi 200 opere - tra dipinti, sculture, disegni, medaglie e oggetti - dislocate e contestualizzate in uno spazio visivo ispirato alle inquiete architetture del Borromini.Tra le opere più ricercate troviamo il disegno riferibile a Ciro Ferri tratto dagli affreschi di Pietro da Cortona per palazzo Pamphilj a piazza Navona e il Contro-progetto del colonnato di piazza San Pietro di Gian Lorenzo Bernini.Si possono ammirare anche i bozzetti del Bernini per le statue di ponte Sant'Angelo e per l Estasi di Santa Teresa (provenienti dal Museo Ermitage di San Pietroburgo), nonché disegni progettuali di Francesco Borromini e Pietro da Cortona e tanti altri capolavori in prestito dai più autorevoli musei al mondo.