Basilea (askanews) - Una ballerina, la musica di Stravinskij, un quadro. E' una storica performance "senza titolo", di Jannis Kounellis che è stata riproposta anche ad Art Basel, la più importante fiera d'arte del mondo, che ogni anno raduna in Svizzera tutti i protagonisti del sistema. Ovviamente qui - ma anche altrove - la dimensione del mercato è assolutamente cruciale, però per fortuna, come nel caso di Kounellis, c'è anche la possibilità di andare oltre.

Un oltre che si manifesta con una certa eloquenza anche nel lavoro dell'israeliano Ariel Schlesinger, che a Basilea mostra la sua danza, decisamente amorosa, tra due fogli di carta che prendono vita. O ancora nei dispositivi installati dal collettivo brasiliano Chelpa Ferro, come pure nello Zoom Pavillion di Lozano-Hemmer e Wodiczko.

Insomma, a detta anche di galleristi come Marc Glimcher della International Pace Gallery, ad Art Basel si percepisce un'ondata di energia che dimostra la vitalità di un movimento, quello del contemporaneo, che è fatto di venditori e compratori, ma anche, e soprattutto, di idee e di possibilità ancora non testate.

E la crescita, economica e culturale di un sistema come quello dell'arte, passa necessariamente da questi confini insicuri e inesplorati.