Torino, (TMNews) - Per Paolo Virzì è il giorno del debutto, non da regista, ma nella nuova veste di direttore del Torino Film Festival. Perfettamente a suo agio sotto i flash dei fotografi, scherza con i giornalisti che lo intervistano. "Aspetta, dò io il ciak: avete tolto tutti il tappo e acceso la telecamera?".In sala per la presentazione ufficiale del prossimo Torino Film Festival, Virzì improvvisa un disegno, con se stesso tra i due assessori alla cultura della città e della Regione, principali finanziatori della manifestazione. Della 31esima edizione della rassegna, che si svolge dal 22 al 30 novembre 2013, non vuole svelare più di tanto. La ricetta è quella dell'utopia possibile. "Spazio al cinema, anche alle chiacchiere, che sono importanti, ma soprattutto grande spazio a tutti i cinema. L'utopia è realizzare in quei 9 giorni nella magia della Torino prenatalizia, con le sue meravigliose luci e il clima da romanzo, un'utopia di far crollare paletti e confini che tengono distanti i diversi linguaggi del cinema".Due le retrospettive in calendario: la prima presenta circa 80 film americani realizzati tra il 1967 e il 1976, gli anni in cui emersero Spielberg e Coppola, ma anche gli antidivi Jack Nicholson e Dustin Hoffman, la seconda è dedicata a un cineasta italiano recente. Sul modello del festival di Telluride, ogni anno una personalità del cinema internazionale diventerà Guest Director del Festival e curerà una sezione specifica: sul nome però regna il massimo riserbo.