New York, (TMNews) - Competizione e concentrazione: è sull'unione di due concetti che possono sembrare opposti che si fonda la battaglia degli appassionati di yoga negli Stati Uniti per dare alla disciplina uno status sportivo internazionale. Il sogno è includerla tra gli sport olimpici: secondo Jared Mccann, campione nazionale di Yoga asana, è possibile: "Funziona così: si sceglie una routine composta da 7 posizioni, una routine da 3 minuti: i giudici valutano in base alla forza, all'equilibrio, alla flessibilità e alla grazia". Praticare questo tipo di yoga, spiega la campionessa regionale Amanda Baisinger, richiede abilità specifiche."Servono abilità atletica, forza, flessibilità, concentrazione, determinazione, agilità, capacità che vengono di solito richieste agli atleti". Qualcuno avanza dei dubbi sull'opportunità che una disciplina in conflitto con l'idea di rivalità e competizione, possa andare alle Olimpiadi: intanto la Federazione statunitense ha avanzato richiesta al Comitato olimpico. Il vero problema è come includere i molteplici stili di yoga in una gara."Ognuno ha un suo modo particolare di praticare yoga, la competizione dovrebbe essere aperta a tutti gli stili" spiega la fondatrice della Federazione. In attesa che la richiesta venga accolta l'allenamento continua: per farsi trovare pronti quando sarà il momento.