Washington (TMNews) - Non siamo sul set dell'ultimo film di Spielberg. Siamo in un campo di addestramento per robot da combattimento. Deserti di sabbia profondi un metro dove scavare alla ricerca di bombe nascoste. O il caldo umido e soffocante di una foresta pluviale, dove il fango arriva alla cintola. Addestramenti subacquei per recuperare delle mine. Il tutto in un laboratorio ben attrezzato di Washington mentre i veri incursori si addestrano, duramente sul terreno, versando sangue, sudore e lacrime.Ma in questa avveniristica struttura della marina militare statunitense si stanno preparando i robot guerrieri del futuro, soldati al silicio che non si stancano, non perdono la testa e non fanno errori.Lucas si sta addestrando a domare un incendio a bordo di una nave da guerra:"Hello Lucas"."Hello"."L' incendio nel compartimento 3 è stato domato"Ora l'emergenza viene simulata nel compartimento 5"Aspetta Laura e poi seguimi là".Ma Laura commette un errore."Andiamo al compartimento 3"Lucas non casca nella trappola."Ci deve essere un errore. Lei ritiene che l'incendio nel compartimento 3 sia fuori controllo, invece è stato già domato".I robot, infatti, devono essere programmati sapendo che gli uomini possono commettere errori perché i militari chiedono i robot che non devono essere seguiti passo passo e che possano assumere iniziative in combattimento. Ma c'è un problema:Se un robot fosse autonomo al 100% allora se ne starebbe a Miami a sorseggiare del lubrificante d'annata sulla spiaggia Tutto sommato, un'autonomia al 50% forse potrebbe bastare.