Kabul (TMNews) - L'Obamamania non abita qui. Nel Grande Medioriente le elezioni presidenziale Usa non appassionano e sia in Pakistan che in Afghanistan prevale lo scetticismo."Obama, Clinton o Romney non cambieranno la politica estera nei confronti del Pakistan. Né i raid aerei né i contractor della Blackwater verranno bloccati. Tutto resterà come prima. Romney oppure Obama? Non fa alcuna differenza".Il disincanto sembra essere la caratteristica dominante delle interviste raccolte nelle strade della capitale pakistana."La politica americana nei confronti del Pakistan non cambierà, almeno sino a quando non cambieremo noi. Gli attacchi aerei con i droni continueranno, come tutto il resto. Non credo proprio che la vittoria di Obama o di qualsiasi candidato alla Casa Bianca possa cambiare la politica estera degli Stati Uniti".La stessa indifferenza s'incontra attraversando la cosiddetta Linea Durand, la frontiera fissata ai tempi dell'impero anglo-indiano che divide Pakistan e Afghanistan. La rielezione di Obama sembra incapace di esorcizzare la paura di vedere il paese sprofondare di nuovo in un'altra guerra civile non appena sarà completato il ritiro delle truppe occidentali previsto per la fine del 2014."Non serve a nulla che vinca Obama o Romney. A noi interessa solo che gli afgani vengano aiutati a trovare una via d'uscita ai problemi che devono affrontare oggi".Un leitmotiv che si rincorre sino nelle aule dell'università di Kabul."Bush, Obama o Romney hanno tutti in agenda politiche che non possono funzionare. Tutte le politiche dei presidenti americani nei paesi islamici hanno fallito perché avevano come obiettivo solo gli interessi di Washington".L'Obamamania non abita qui. Forse neppure la speranza.(Immagini Afp)