Washington, (Tmnews) - Non solo sanità, economia e immigrazione. La chiave d'accesso alla Casa Bianca potrebbe essere in mano al voto delle donne. Si è intensificato nelle ultime settimane il corteggiamento dell'elettorato femminile da parte di Barack Obama. E i democratici stanno spingendo a tamburo battente su tre parole: "War on women", guerra alle donne. Quella che starebbero facendo i repubblicani con alcune recenti uscite infelici. Il riferimento è soprattutto al caso di Todd Akin, ilcandidato repubblicano al Senato che aveva parlato di aborto e "vero stupro" scatenando una bufera. Tanto da doversi scusare pubblicamente con uno spot in tv dopo essere stato scaricato da Mitt Romney. Per conquistare il voto delle donne il candidato repubblicano, in compagnia di sua moglie ad ogni uscita pubblica, punta a trasmettere un'immagine rassicurante di solidità e devozione familiare. "E' davvero confortante - ha dichiarato una volta l'aspirante first lady - sapere che Mitt si trova sempre al mio fianco, anche nei momenti più difficili". Al momento, secondo i sondaggi, sta pagando di più la strategia aggressiva di Obama: il presidente in carica ha il 53 per cento delle preferenze tra le elettrici mentre Romney si ferma al 44%. Secondo gli exit poll nel 2008 per conquistare la Casa Bianca Obama aveva ottenuto il 56 per cento delle preferenze femminili.