Milano, (TMNews) - Un cambio della guardia, quello tra Silvio Berlusconi e Mario Monti che, un anno fa, nella morsa della crisi e delle pressioni internazionali, si sono passati il testimone a palazzo Chigi. Un momento storico che, con le dimissioni da premier del 12 novembre 2011, secondo tutti i commentatori metteva fine alla lunga e controversa carriera politica di Berlusconi, dal trionfo elettorale del 1994 a quello del 2008, fino all'addio, accompagnato dai sorrisi al proprio successore tecnico.Sorrisi che Berlusconi ha usato anche come proprio marchio di fabbrica, insieme all'ottimismo, pure nei momenti più difficili di una crisi che molti ritengono lui abbia colpevolmente sottovalutato.Tra predellini, più o meno efficaci e disavventure giudiziarie, l'ex premier ha suscitato grandi odii e grandi passioni, portando a una personalizzazione della politica che Mario Monti ha poi cercato di smorzare. In questo clima, non sempre facile, la strana coalizione di Pdl, Pd e Udc ha sostenuto e continua a sostenere il governo tecnico, ma i sorrisi della prima ora tra Berlusconi e Monti hanno lasciato il passo a critiche anche molto dure alle politiche del nuovo esecutivo, come in occasione di una conferenza stampa di fine ottobre.Altre prese di posizione di Belusconi hanno fatto pensare a una sua volontà di tornare in campo, ma lui stesso smentisce. In attesa di nuovi sviluppi e delle elezioni politiche della prossima primavera.