Tunisi, (TMNews) - Uno scenario politico segnato da forti divisioni, economia al palo: in Tunisia a due anni dalla rivolta che ha messo fine al regime di Ben Alì, l'euforia ha lasciato il posto al disincanto. L'insoddisfazione si respira anche a Sidi Bouzid, città in cui il 17 dicembre 2010 si diede fuoco l'ambulante Mohamed Bouazizi, dando il via alla rivolta."Ci sono state idee,progetti, ma non sono seguiti finanziamenti - dice il governatore Ammara Tlijani - Lo Stato ha lavorato per garantire l'arrivo di denaro ma gli serve tempo, almeno un anno".Khaled Fadhel è un disoccupato che con la rivoluzione sperava di aver riscritto il suo futuro."Io spero davvero che quelli che hanno fatto la rivoluzione ne raccolgano i frutti: i giovani, i disoccupati, i poveri. Ma a dir la verità mi pare che ne abbiamo beneficiato solo gli over 60."In questi due anni i prezzi hanno continuato ad aumentare, così come la disoccupazione."La regione era disperata prima della rivoluzione, poi si è aperta la porta della speranza - spiega il sindacalista Touhemi Heni- Ma ora siamo tornati disperati perché non è cambiato nulla. Gli investimenti e tutto il resto che sognavamo, non è avvenuto".Nessuno di loro tornerebbe indietro, tutti però chiedono di poter andare avanti in modo diverso.