Tunisi (TMNews) - Le borse sono pronte, ammucchiate in un angolo della tenda. In poche ore, si spera, saranno su un autobus per Tunisi, poi un aereo per Stoccolma. Addio Shusha, il campo allestito un anno fa nel deserto tunisino per chi è fuggito dalla Libia.Khadija e Mohammed sono arrivati nel marzo 2011. Ora sono in tre, con Samir, il figlio nato poco dopo l'arrivo. La famiglia, somala, fa parte di un gruppo di 30 persone, che la Svezia ha accettato di accogliere."Quando ho saputo, ho sentito una gioia immensa" dice Khadija raggiante. "Non ho idea della Svezia, spero solo in una vita felice, stabile e sicura", aggiunge la giovane. Shusha è una piccola città di tende di plastica costruita su un terreno arido ed esposto alle tempeste del deserto. Oggi, ci sono meno di 3mila persone. Il campo si svuota lentamente. "L'obiettivo è quello di chiudere definitivamente entro la metà del 2013" Ma ci sono quelli che restano. Uno di loro è Daniel. "Non ho nessun posto dove andare, nessuna scelta," ripete questo 29 anni, nigeriano la cui pratica non è stata accolta.Lui aspetta a Shusha da oltre un anno. "Che razza di vita è questa? Ho solo bisogno di un posto dove posso realizzare i miei sogni," ha detto il musicista. "E poi mi sveglio e vedo queste tende".