Isole Falkland (TMNews) - Trent'anni fa, il 2 aprile 1982, la sanguinaria giunta militare argentina ordinò lo sbarco delle truppe speciali nell'arcipelago delle Falkland, dominio britannico da lungo tempo rivendicato da Buenos Aires che considerava le Malvinas, questo il nome spagnolo delle isole, parte integrante del proprio territorio nazionale. Trent'anni dopo quel conflitto amaro, che vide lo strapotere militare degli inglesi e il sostegno degli Stati Uniti di Reagan a Londra, gli abitanti delle Falkland rivendicano la propria identità di britannici."Quando arrivarono gli argentini - racconta Graham Did, residente e guida - si presentarono come liberatori della popolazione dalla tirannia britannica. E subito imposero al guida a destra e lo spagnolo come lingua ufficiale. In realtà non credo che nessuno abbia mai parlato la lingua ufficiale"."Io mi sento un abitante delle Falkland - spiega Ben Cockwell, che non ha mai saputo una parola di spagnolo - ma i nostri legami con la Gran Bretagna sono così profondi che mi sento anche britannico. Potremmo diventare indipendenti, ma non vedo perché dovrebbero obbligarci a questo passo contro la nostra volontà e solo per le pressioni argentine".Sull'altra sponda gli argentini non dimenticano quella guerra, e al di fuori della retorica ufficiale, i veterani del conflitto ricordano le sofferenze patite nel gelido arcipelago antartico, quando erano solo dei ragazzi."Non ervamo preparati - ricorda Enrique Splitek, 19enne all'epoca - al freddo, alla fame, alla pressione psicologica e verbale che abbiamo dovuto sopportare. Credo che non lo dimenticherò mai".La ferita, insomma, è ancora aperta. Nonostante il passare degli anni.