Milano, 20 ago. (TMNews) - C'è un'atmosfera di calma apparente nella miniera di Marikana, in Sudafrica, dove il 16 agosto scorso si è consumata la protesta più sanguinosa dai tempi dell'apartheid in cui sono stati uccisi 34 minatori che stavano manifestando per ottenere salari più adeguati.Sui lavoratori in sciopero ad oltranza ora pende l'ultimatum della società mineraria Lonmin che ha minacciato il licenziamento immediato per chi non tornerà al lavoro."Non abbiamo intenzione di farlo - dice questo minatore - alcuni di noi sono stati uccisi. Loro non avevano alcun diritto di ucciderci"."Prima ci hanno ucciso, ora vogliono licenziarci - gli fa eco un altro - E allora che ci licenzino, ce ne andremo. Sempre meglio che morire".Ora non è più solo una questione di stipendi e condizioni di lavoro più adeguate, dopo la violenza della polizia, lo sciopero continua nel nome dei loro compagni uccisi.(Immagini Afp)