Terracina, (TMNews) - I cerchi bianchi sull'asfalto segnano il punto in cui sono finiti i 15 bossoli che hanno freddato Gaetano Marino, il boss degli scissionisti di Scampia, morto a 48 anni in un agguato d'estate sul lungomare di Terracina. La chiazza di sangue mista a segatura segna il punto esatto in cui è caduto esanime il corpo di "'o Moncherino", soprannome guadagnato sul campo (pare che abbia perso entrambe le mani mentre preparava l'ordigno per un attentato). Dalle prime ricostruzioni, sembra che Marino, forse richiamato da qualcuno o per una telefonata, si sia allontanato dallo stabilimento balneare Sirenella. Proprio mentre camminava sul lungomare è stato raggiunto da una raffica di colpi partiti da una punto bianca, che subito dopo si è data alla fuga. Marino era salito agli onori delle cronache dopo che lo scrittore Roberto Saviano ne aveva segnalato la partecipazione a una trasmissione Rai: era il Capodanno del 2010 quando la figlia, in gara alla trasmissione di Rai2 "Canzoni e sfide", dedicò la sua esibizione canora al padre, per poi avvicinarsi e dargli un bacio, immortalato dalle telecamere. Un omaggio "pubblico" a quel boss esattamente come l'esecuzione "pubblica" che in una sera d'agosto ne ha segnato la fine.