Mirandola, (TMNews) - Sono soprattutto marocchini, tunisini, ma ci sono anche cinesi, indiani, pakistani e moldavi, sono straniere circa il 50% delle oltre duemila persone ospitate presso i cinque campi di Mirandola dopo il terremoto in Emilia. Per rendere più "vivibile" la loro permanenza nei centri di accoglienza sono stati organizzati menù che rispettano le tradizioni religiose, animazioni per bambini e cartelli personalizzati con le "regole" del campo, come racconta Idris, originario del Marocco, volontario della Protezione civile del Friuli. "Così cerchiamo di dare le indicazioni per tutti quanti. E' scritta in lingua araba per farci capire dalla nostra comunità che rappresenta circa il 40% dei residenti qui".Il patronato della Cgil, parla del "rischio che centinaia di immigrati, rimasti senza lavoro e senza casa, tornino nel loro Paese", ma secondo Idris in questo momento i genitori cercano di allontanare i bambini, mandandolo dai parenti in patria, nessuno se ne vuole andare. "I genitori hanno la loro vita e quella dei figli qua anche nel futuro".