Damasco (TMNews) - Per mesi questo giovane, Danny Ahbulldieum, è stata la voce della repressione a Homs, e ha mostrato al mondo intero ciò che il regime di Bashar al-Assad ha compiuto nella città siriana. Per questo, Danny ha dovuto lasciare il suo Paese e rifugiarsi a Londra. Ma poi è tornato a Homs, anche a rischio della propria vita. "Non potevo aspettare, e sono tornato, tra la mia gente". Così, soprattutto negli ultimi mesi, Danny ha mostrato le atrocità del regime nella città di Homs."Ci attaccano dalle 8 del mattino con bombe e carri armati - racconta il giovane - non smettono mai. Ogni minuto un carro armato spara una bomba in aria e a terra contro palazzi ed edifici". Questo è l'ospedale di Baba-Amr. Danny mostra i corpi senza vita, buttati a terra. "Guardate - dice - ci sono morti ovunque. Ma non siamo animali, siamo esseri umani. Chiediamo aiuto, se nessuno ci aiuta moriremo tutti, milioni di persone. Per favore aiutateci".La famiglia di Danny segue le vicende dall'Egitto. È in apprensione. "Come mai il mondo intero non ascolta il grido di queste madri? Non posso più guardare queste atrocità - dice la mamma di Danny - perchè non ascoltano il grido di questa gente che vede morire i propri figli davanti agli occhi".