Siria, (TMNews) - Gli uomini che stanno curando questo ferito vorrebbero vederlo morto. Lui è uno dei killer a pagamento del governo di Assad finito nelle mani dell'opposizione che in Siria da mesi combatte il regime."Perché hai fatto questo? Perché ci uccidi?", chiede uno degli attivisti. E Saer, questo il nome del killer, inizia a raccontare come funziona la macchina della repressione, una testimonianza raccolta in esclusiva da una giornalista di Cnn."Andavamo in missione insieme con gli ufficiali - racconta - ci davano delle pistole. Per ogni uscita venivamo pagati dai 400 ai 500 dollari". E' più di quanto un siriano guadagna in un mese. In una di queste missioni Saer è stato ferito, anche se non sa dire da chi; poi è stato catturato dagli attivisti.Davanti a loro ammette di aver ucciso fra le 60 e le 70 persone."Potevo vedere che erano disarmati - dice - ma sparavo comunque. La scelta era fra uccidere o morire per non aver eseguito gli ordini". Racconta episodi agghiaccianti. Una volta i poliziotti hanno rapito un attivista, poi hanno puntato la pistola in testa a Saer ordinandogli di sgozzare l'ostaggio."Mi hanno detto che avrebbero contato fino a 10. Hanno sparato un colpo in aria poi hanno ripuntato la pistola contro la mia testa. Allora l'ho sgozzato".I racconti di Saer non sono verificabili, la stessa Cnn non è in grado di confermare la veridicità delle sue dichiarazioni, in cui ripete "ho dovuto eseguire gli ordini", eco che risuona spesso nei momenti più atroci della storia dell'umanità.Saer ora dice di essere cambiato, di voler rivelare agli attivisti i nomi di chi ordina ed esegue i rapimenti dei membri dell'opposizione. Lui verrà usato come merce di scambio per far liberare qualche attivista. I suoi rapitori davanti alle telecamere promettono: lo tratteremo bene.