Damasco (TMNews) - La cittadina siriana di Azaz si trova solo 50 chilometri a nord di Aleppo, città martire della ribellione contro Assad, ma qui il futuro è già iniziato e la gente vive come se il regime di Damasco fosse alle spalle. L'Esercito Libero siriano ha preso il controllo di Azaz tre settimane fa, dopo cinque mesi di combattimenti. E ora sembra essere tornata la vits."Quando sono cessati i combattimenti - racconta il capo del Consiglio politico locale - non era rimasto nulla di Azaz: niente acqua, niente elettricità, niente cibo. Oggi circa l'80% di questi servizi sono riattivati e funzionanti".Una delle piazze principali della cittadina, a testimonianza del cambio di prospettiva, è stata vistosamente dedicata ai martiri della nuova Siria. E la gente ha ricominciato ad affollarla, con i negozi di nuovo aperti. "Da quando l'esercito se ne è andato - racconta un commerciante - siamo liberi e felici e ora aspettiamo solo che se ne vada anche Assad".Non tutto però è tornato come prima. Nell'ospedale, per esempio, oggi c'è un solo dottore e mancano praticamente tutte le attrezzature. "Il Consiglio nazionale non ci aiuta - spiega il medico - e fa solo delle promesse. Io ho chiamato delle persone ricche per chiedere fondi per le medicine. Siamo completamente dipendenti dalle donazioni".A questo si aggiunge che il destino di Azaz è comunque indissolubilmente legato a quello di Aleppo e, in caso di caduta della roccaforte, anche qui potrebbe tornare la violenza. Ma oggi Azaz sembra un'isola felice.