Damasco (TMNews) - La guerra civile sta lacerando la Siria e le forze ribelli preparano gli arsenali per fronteggiare la prevista controffensiva del regime di Assad. Tra le armi a disposizione nella città di Anadan, a 6 miglia da Aleppo, ora nelle mani dei ribelli, anche un mortaio semovente da 120, un blindato per trasporto truppe e una mitragliatrice antiaerea montata su un pick up.La liberazione di Anadan è costata sangue e distruzione. Intorno solo rovine, neppure un civile è rimasto. La città appare devastata dall'artiglieria e spettralmente deserta.Improvvisamente nell'aria risuona il cupo rombo ritmato di un elicottero. La tensione sale: gli elicotteri d'assalto sono l'arma che i ribelli temono di più, quella che ha causato il maggior numero di perdite tra le milizie che si battono contro Damasco. L'elicottero si allontana ma da una base avanzata dell'esercito distante pochi miglia miagolano sinistri i colpi dei cecchini. Il busto dissacrata di Hafez al Assad, il padre dell'attuale presidente, osserva surreale la scena mentre un gruppo di guerriglieri mostra un piccolo arsenale di armi catturate alle forze di sicurezza siriane.A differenza dei recenti scenari libici, i guerriglieri non fanno sfoggio rumoroso quanto assurdo di munizioni. Qui ogni colpo conta, in attesa dell'attacco, prossimo e inevitabile, delle truppe di Assad.