Azaz (TMNews) - Era la cittadina divenuta simbolo del possibile dopo Assad in Siria, dove si provava a vivere, in pace, come se il regime di Damasco fosse già caduto. Ma per Azaz il tempo della guerra non era ancora finito, come dimostrano i pesanti bombardamenti da parte delle forze governative, che hanno fatto almeno 40 vittime nei giorni della festa musulmana del Sacrificio."Ma di quale festività parlate - si chiede quest'uomo che ha avuto la propria casa distrutta - i cimiteri sono stati profanati, le nostre abitazioni rase al suolo, due giorni prima della festa".La sensazione è che in Siria la guerra civile stia ormai andando fuori controllo, con la comunità internazionale sostanzialmente incapace di intervenire, anche a fronte delle diverse posizioni in seno al Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Il Palazzo di vetro raccomanda il dialogo tra le due parti, ma intanto la gente continua a morire e l'odio a crescere."Voglio solo una cosa - grida una altro abitante di Azaz - la caduta del regime, perché questi vogliono distruggere il mio Paese. Così il mio obiettivo è abbattere Assad".E intanto, mentre le violenze non si placano, la Turchia fa sapere che non potrà accogliere più di 100mila rifugiati. Un altro elemento che rende ancora più drammatico e complesso lo scenario siriano.