Londra, (TMNews) - Fino a pochi mesi Ali Ferzat era convinto che non avrebbe disegnato mai più. Il vignettista siriano che con i suoi fumetti sferza il regime di Bashar Al Assad invece si è ripreso, è tornato a disegnare e ha anche esposto le sue opere a Londra. Impensabile tutto questo un anno fa, quando è stato aggredito da un gruppo di sconosciuti."Hanno passato 45 minuti a picchiarmi continuamente, dicendomi: 'Così la prossima volta non sfiderai i padroni'. Uno ha detto 'colpisci la sua mano, rompila, così non potrà più disegnare'". Nonostante il governo neghi, Ferzat è convinto che l'aggressione sia stata commissionata dal regime per punirlo della sua arte, sempre più caustica man mano che aumenta la repressione."L'artista tasta il polso della strada, c'è una relazione fra l'artista e la strada, una connessione - dice aggirandosi per la sua mostra londinese - I fumetti devono tenere il passo con le persone e le persone non possono tollerare che certi temi vengano nascosti o non detti"Il fumettista vede il suo lavoro come una missione, per questo lascerà presto Londra per tornare in Siria."Sono un artista, una voce critica e documenterò la nostra resistenza per le generazioni future. L'artista deve incarnare una posizione nel suo lavoro e nelle sue azioni. La sua filosofia deve essere sostenuta dalle azioni. Io credo che la nostra nazione sia più grande di tutti noi. La rivolta ha già vinto. Ha vinto quando ha sfondato la barriera della paura".