Damasco (TMNews) - Prove tecniche di vita quotidiana a Damasco, in Siria, tentando di dimenticare le bombe e gli scontri tra ribelli e lealisti, fedeli ad Assad che ad oggi - lo dicono le Ong che si occupano di diritti umanai - hanno causato almeno 37mila morti, soprattutto civili. La paura, però, è sempre in agguato. Si vive con l'angoscia che qualcosa possa accadere in qualunque momento, che la morte sia lì ad aspettarti dietro l'angolo."Sono soprattutto i bambini che hanno più paura - dice questa giovane mamma - in particolare i più giovani. Sono così spaventati che ormai hanno paura di tutto e di tutti, soprattutto quando vedono per la prima volta una faccia sconosciuta"."Non ci sentiamo al sicuro di notte - aggiunge quest'uomo - dobbiamo tornare a casa al più presto perché c'è gente che vuole gettare il Paese nel terrore senza uno scopo preciso".Qualcuno è arrivato a Damasco da altre città, come Homs messa a ferro e fuoco dai combattimenti, nella speranza di trovare un ppostio più protetto, come Farouk che faceva il pastore e ora non ha più nulla: "Sono venuto qui con mia moglie e i miei sette figli perché mi hanno tolto tutto - spiega - la casa, le pecore, le mucche e anche la mia macchina, Non ho più niente di niente".La capitale, in effetti, adesso è una piccola roccaforte. L'esercito dei lealisti ha costruito un sistema difensivo basato su una serie di posti di blocco e una divisione in 8 settori ciascuno isolabile in caso d'attacco. Per evitare infiltrazioni, in pratica, Damasco si è confinata in una sorta di scatola di quarantena in cui ovunque si odono le eco degli spari e dei jet che la proteggono.(immagini Afp)