Londra, (TMNews) - "Abbiamo preso circa 10 colpi diretti sulla casa, forse anche di più". Chiuso per giorni in una casa di Homs, in Siria, i bombardamenti e i colpi di mortaio come unici compagni, all'orecchio per 14 ore al giorno: in queste immagini esclusive della Cnn il fotogiornalista Paul Conroy racconta come si vive in trappola, bloccati dall'assedio delle forze governative siriane. Tornato a Londra, il reporter rivive quei giorni.La cosa peggiore erano i mortai, perchè si poteva sentire il lancio. Prima di avverte un forte rombo, boom, poi, dopo un silenzio di due secondi, il fischio che arriva e da quello capisci se la tua casa sarò colpita, o se cadrà molto vicino". "E' stato abbastanza pesante, le provviste pian piano finivano, ricevevamo sempre meno visite, i combattimenti diventavano più intensi". Per cinque giorni Conroy non ha lasciato l'edificio, chiuso nella camera oscura: poi la salvezza: le ambulanze della Croce Rossa inviate a evacuare i giornalisti. Una soluzione rischiosa, ma senza alternative: chi si è rifugiato in quella casa è ferito, uno dei ragazzi era con Marie Colvin, giornalista uccisa insieme a un fotografo in un attacco al centro stampa di Homs il 22 febbraio. Alla fine la salvezza, fuori dalla Siria: e il grazie di Conroy agli attivisti siriani che hanno salvato molte vite.