Siria (TMNews) - Sono soprattutto i bambini le vittime delle continue violenze in Siria nei combattimenti tra le forze regolari e i ribelli che si oppongono al regime di Bashar Al-Assad. Feriti nel corpo e nell'anima: a volte colpiti direttamente dal fuoco altre volte indirettamente come questo bimbo, che ha perso il padre.Le donne piangono i familiari uccisi, i ribelli parlano di massacri di intere famiglie e mostrano cadaveri con evidenti segni di tortura. In questo inferno di proiettili vaganti, anche recuperare i cadaveri per strada per identificarli e restituirli alle famiglie è una impresa pericolosa. Gli attacchi dei ribelli contro le truppe regolari spesso seguono lo stesso copione già visto in Iraq e Afghanistan: kamikaze che si fanno esplodere nei pressi dei loro obiettivi oppure bombe nascoste lungo le strade. Sono tecniche tipiche di Al Qaeda ma i ribelli dell'Esercito per la liberazione della Siria negano di aver nulla a che fare con i terroristi islamici. Le loro azioni - spiegano - sono solo la conseguenza dei bombardamenti indiscriminati su zone civili da parte dei militari fedeli ad Assad. "Dio è dalla nostra parte, Allah è grande", dice questo ufficiale di un drappello di soldati disertori che ha sposato la causa dei ribelli. Sono pronti a portare a termine una nuova missione in nome dei loro ideali e qualcuno sa che non tornerà indietro in questa continua lotta fratricida di cui non s'intravede la fine.