Aleppo (TMNews) - "Pecunia nerbus belli", ammoniva a cavallo tra il IV e il V secolo lo scrittore romano Publio Vegezio. Motto celebre a cui il cardinale Richelieu replicava: "Se il denaro è il nerbo della guerra, è anche il lubrificante della pace". Comunque sia, in Siria si assiste a una svolta importante nel conflitto che oppone le truppe lealiste di Bashar Assad ai ribelli che intendono rovesciare il regime baathista di Damasco.Dopo mesi di combattimenti, gli insorti della regione di Aleppo hanno ricevuto il primo stipendio, fornito almeno in parte da alcune potenze straniere. Il che testimonia la dimensione internazionale ormai assunta dallo scontro. Si tratta, per ora, di una somma solo simbolica, spiega il colonnello Abdul Salam Humaidi, responsabile finanziario del Consiglio militare rivoluzionario. I pagamenti mensili saranno versati ai combattenti di prima linea."Si tratta di un primo test. Paghiamo 150 dollari a ogni combattente, non è molto ma quanto basta per permettergli di sopravvivere".I ribelli firmano la ricevuta con l'impronta del pollice a fianco del loro nome mentre di lontano si sentono crepitare i colpi di arma da fuoco della furiosa battaglia che continua a infuriare per il controllo di quella che era una volta la capitale commerciale del paese. In questo quadro di lotta senza quartiere anche 150 dollari al mese possono fare la differenza."Oggi ho ricevuto il primo stipendio, mi permetterà di dare un po' di sostegno alla mia famiglia. Sto combattendo da sei mesi in prima linea e questo è il mio primo salario".Pecunia nerbus belli...(Immagini Afp)