Damasco (TMNews) - Per le vie di Afrine, cittadina di 50mila abitanti a nord di Aleppo, le donne curde non portano l'hijab, il velo islamico. Sembra soffiare un vento di libertà che non esiste altrove, nel Paese siriano. I curdi dicono di voler restituire alle donne uno status molto particolare."Per la strada, il secolo scorso la donna era controllata - racconta questa ragazza - ma grazie alle idee moderne e riformiste di Abdullah Ocalan la donna è stata liberata. È lui che ha liberato la donna ad Afrine".Abdullah Ocalan è il capo e fondatore del Pkk, il partito del Kurdistan. Imprigionato in Turchia per le sue battaglie indipendentiste, è considerato un eroe dal popolo curdo e precursore dell'emancipazione delle donne."La donna deve avere il suo posto, un grande posto. E per noi qui ad Afrine - spiega questo rappresentante politico - le quote rosa sono importanti. Nel nostro movimento, la rappresentanza delle donne varia tra il 40 e il 60%".E anche se in Siria la guerra civile continua a fare vittime, l'esercito di Bashar al Assad si è ritirato da questa zona popolata da curdi, vicino alla frontiera turca, suscitando le ire di Ankara che ha accusato Damasco di aver dato così potere al Pkk, che in Turchia è considerato un movimento terroristico.Immagini: Afp