Milano, (TMNews) - Un patrimonio disperso in fondo al mare, che torna alla luce dopo secoli di silenzio nelle acque della Sicilia sud-occidentale: il relitto di una nave che, secondo le ipotesi più accreditate, faceva parte di una flotta spagnola del XVIII secolo, affondata al largo del comune di Avola, in provincia di Siracusa, negli scontri navali contro la flotta inglese. A portare i finanzieri del Nucleo Sommozzatori della Guardia di Finanza di Messina al relitto del galeone spagnolo è stato un cannone di oltre due metri con il suo carrello in legno, trovato nelle prime ispezioni circa un mese fa insieme a materiale ferroso e legnoso.Le ricerche, coordinate dal Reparto operativo aeronavale di Palermo della Guardia di finanza, insieme alla Sopritendenza del mare della regione e alla Sezione operativa navale di Siracusa, hanno poi portato a trovare cinque cannoni con i carrelli e altri oggetti, che hanno condotto alla nave affondata. Nell'ultimo anno sono state diverse le scoperte effettuate dal Reparto navale delle fiamme gialle: un cannone spagnolo nella zona di capo Passero, due ancore di epoca romana a Capo Murro di Porco e un cannone a Capo del Melo.