Roma, (TMNews) - Ha rinunciato ad andare alle Olimpiadi di Londra, nella squadra del suo Paese, per difendere la sua religione. Baraa Al-Absi è una campionessa di box della Giordania e avrebbe dovuto essere sul ring di Londra a 'combattere' per una medaglia. Ma la ragazza sta portando avanti un'altra battaglia: quella di poter salire sul ring con indosso il velo. Il regolamento di pugilato, infatti, vieta alle donne musulmane di gareggiare con l'hijab."E' un brutto sentimento - dice la boxer - ed è duro essere solamente una spettatrice. Fa male davvero, questa era la mia squadra e non posso farne parte". L'associazione internazionale di pugilato, con sede in Svizzera, ha recentemente permesso alle donne di scegliere tra gonne pantaloni e pantaloncini. L'hijab, invece, continua ad essere vietato."Sono rattristato per lei, è forte, aveva l'appoggio dei suoi genitori e poteva ottenere dei risultati importanti. È davvero ingiusto", dice il coach di Baraa.La ragazza chiede a gran voce che il regolamento venga modificato. Il principe giordano Ali Bin Al-Hussein, ha compiuto numerosi sforzi per modificare il regolamento della Fifa eliminando il divieto di indossare il velo nel calcio. Ma nulla, al momento, per il pugilato.