Rotterdam (TMNews) - Scansafatiche o lavoratori in nero, non interessa allo stato assistenziale: a Rotterdam, i disoccupati che non hanno più diritto al sussidio, devono lavorare almeno otto ore a settimana in servizi socialmente utili, principalmente come netturbini, per ottenere l'equivalente olandese dell'indennità di disoccupazione. Come Josè, che una volta a settimana pulisce le strade di Rotterdam. Insomma, in tempi di crisi, non ci si può permettere di stare con le mani in mano."Prima non facevo nulla, ero sempre solo - racconta il ragazzo - ora invece ho voglia di fare qualcosa per ricevere dei soldi. E ho preso un certo ritmo di lavoro".Grazie a questo lavoro, Josè può ottenere l'indennità di disoccupazione di circa 860 euro. Da un anno, infatti, a Rotterdam ha c'è l'obbligo di lavorare che per 8 ore a settimana per conto del comune. In caso di rifiuto, l'indennità è soppressa.Non ha niente a che vedere con il diploma - spiega il capo di una società di netturbini - in cambio di una indennità, si chiede di fare qualcosa. Se ritieni questo lavoro non adatto, non lo fai, ma allora non puoi nemmeno chiedere l'idennità".Il progetto, intitolato "Il lavoro paga", è accompagnato da una formazione professionale: due volte a settimana, chi è senza lavoro può partecipare a diversi corsi. A Rotterdam il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 12%, il doppio della media nazionale. Con questo programma, il sindaco spera di dare un calcio alla pigrizia e allo stesso tempo fare economia. Finora, l'esperimento sembra funzionare: nel 2012, infatti, 3.100 disoccupati hanno seguito questo progetto.(Immagini AFP)