Catania, (TMNews) - Rosario Puglia ha un'azienda vitivinicola nel catanese, 15 dipendenti, una vita rovinata dal racket e la sensazione di essere stato abbandonato dalle istituzioni.La storia comincia quando la criminalità organizzata mette gli occhi sulla sua attività, "Le cantine di Don Saro" a Linguaglossa; lui fa partire le denunce, arrivano i processi e gli avvisi di garanzia, ma anche le minacce.La sua azienda ora ha subito troppi colpi, l'ultimo è stato il black out: l'Enel ha staccato la corrente per i troppi arretrati. Puglia quindi lancia un appello perché vengano attivate immediatamente tutte le tutele per le vittime del racket, dalle linee di credito ai risarcimenti sanciti dal giudice."L'azienda senza le risorse economiche che lo Stato promette morirà di inedia. C'è troppa burocrazia, in questi cais i provvedimenti devono essere immediati. Non mi devono dire che sono un eroe, gli aiuti veri sono quelli di darmi la possibilità di continuare a lavorare".L'imprenditore ammette di non sapere più che fare, si sente isolato e si commuove ricordando le uniche persone a lui vicine: i suoi dipendenti e le forze dell'Ordine."Credo nello Stato e ci credo ancora - conclude con amarezza - ma lo Stato non ha fatto niente per me".