Clermont (TMNews) - Di aziende che delocalizzano per tagliare i costi della manodopera ormai si è perso il conto. Eppure in America basta una legge per garantire il luogo di produzione e quei posti di lavoro. Accade anche col Bourbon, il celebre whiskey che, per legge, può essere distillato solo in Kentucky e in altri 5 stati americani. Fred Noe è un distillatore da sette generazioni: è a capo di una distilleria di Clermont, la Jim Bean, fondata nel 1795."Sta attraversando un vero e proprio Rinascimento. Lo sviluppo dei super premium Burbon fa in modo che la gente sia interessata al Bourbon. Lo esportiamo in tutto il mondo: gente proveniente dall'Australia, dalla Germania, dalla Gran Bretagna e dall'oriente sta scoprendo il nostro whisky".In Kentucky viene prodotto il 95% del Bourbon esportato nel mondo. Ci sono più botti che abitanti: ben 4,7 milioni. La sua improvvisa popolarità è nella tradizione. Ma a spingere i consumi, ora, ci si sono messe anche le donne."Abbiamo imparato che le donne sono un grande mercato anche se per anni nessuno le ha considerato perchè non hanno mai pensato che avrebbero bevuto un sorso di bourbon"L'anno scorso l'America ha esportato liquori per 1,4 miliardi di dollari, quasi il 70% di questi era whiskey e una grossa fetta Bourbon. Perchè non può essere prodotto da nessun'altra parte. Nel 1964 infatti il Congresso ha decretato il Bourbon prodotto caratteristico degli Stati Uniti: una sorta di indicazione geografica protetta. Ed è questo che dà garanzie ai lavoratori del Kentucky.Quello che avviene in Italia, dove basta assemblare parti di un prodotto realizzate all'estero per fregiarsi del marchio made in Italy, qui è impossibile."Questo whiskey è qualcosa che si può fare solo qui in Kentucky - ribadisce Fred - Lo abbiamo fatto per oltre 200 anni e continueremo a farlo per altri 200".