Mosca, (TMNews) - "Dall'inizio abbiamo detto, e lo ripeto, che ogni verdetto ad eccezione dell'assoluzione sarà illegale". Usa parole decise Nicolai Polozov, avvocato delle Pussy Riot, le tre componenti del gruppo musicale finite sotto processo a Mosca per aver improvvisato una "preghiera punk" anti Putin nella cattedrale di Cristo Salvatore. Nei loro confronti il pubblico ministero ha chiesto una condanna sino a tre anni di carcere: sono accusate di teppismo e incitamento all'odio religioso. Secondo l'accusa il loro atto è stato "un'offesa al mondo ortodosso e alla sfera dei sentimenti nazionali"."Loro dicono di non aver commesso crimini, che violare le regole della chiesa è ammesso e che possono farlo perchè sono artiste, hanno il diritto di andare dove vogliono e dire la loro opinione a dispetto delle regole" afferma Larisa Pavlova, che difende le vittime. "Ma davanti alla Corte sono state presentate delle prove, che testimoniano come le Pussy Riot abbiano offeso tutti i fedeli" rincara la dose l'avvocato.Le ragazze hanno accolto serenamente l'arringa contro di loro, che ha rievocato le accuse lanciate anche dai vertici della chiesa russa ortodossa. A loro difesa si sono schierate le associazioni russe per i diritti dell'uomo, oltre a star internazionali come Sting, Danny DeVito, Pete Townshend, Anthony Kiedis dei Red Hot Chili Peppers e Madonna.(immagini AFP)