Milano, 24 mag. (TMNews) - Sono centinaia ormai, sparsi lungo le spiagge sabbiose del Perù: sono i corpi senza vita dei delfini trovati morti lungo le coste settentrionali. Una tragica perdita da imputare, secondo le autorità governative, a cause naturali. "Una delle cose che possiamo confermare è che la morte dei delfini non è stata provocata da attività umane", ha chiarito il ministro delle Attività produttive peruviano. Secondo gli esperti del governo è un fenomeno che si ripete periodicamente, in Perù come in Nuova Zelanda, per esempio. Ma le 900 carcasse di delfini ritrovate finora lungo i 220 chilometri della costa settentrionale insieme alla morte di migliaia di pellicani nel vicino Cile, hanno destato preoccupazione fra i residenti ed ecologisti. Secondo questi ultimi le rumorose trivellazioni per la ricerca del petroli nella zona potrebbero essere la causa della morte di questi delfini. Ma dal governo respingono questa ipotesi perchè, sostengono, non ci sono prove che la dimostrino.L'episodio del Perù è il terzo di questo genere nel giro di pochi mesi: a febbraio, 179 delfini, di cui 108 morti, si erano arenati a Cape Cod, negli Stati Uniti orientali; un mese dopo un video amatoriale mostrava su una spiaggia di Rio de Janeiro più 30 delfini spiaggiati, tutti, fortunatamente, messi in salvo.