Milano, (TMNews) - "I lavoratori sono soprattutto persone che sono venute dalle miniere vicine per aiutarci e continuano a scavare. Ma noi abbiamo bisogno di persone esperte di questo tipo di crolli, che possano tirarli fuori perchè loro sono lì sotto da troppo tempo e sono certa che sono molto preoccupati".Celestina Lopez ha suo marito e i suoi due figli di 23 e 22 anni intrappolati da giovedì 5 aprile nella miniera di rame Cabeza de Negro, a 325 chilometri da Lima. Assieme ai suoi familiari ci sono altri sei minatori che lottano nelle viscere della terra in attesa di essere tratti in salvo. Chi è lì fuori in attesa di rivedere i propri cari, però, lamenta la mancanza di esperti nelle operazioni di soccorso che si stanno rivelando più complicate del previsto.Cesar Alarcon, ingegnere minerario:"Secondo le informazioni informali che ci hanno dato i minatori il blocco è a otto metri. Quello che non sappiamo è la quantità di materiale franato nell'area. Abbiamo provato ad estrarlo via ma le pareti continuano a crollare".I nove minatori intrappolati sottoterra ricevono acqua e ossigeno attraverso un tubo di gomma. Per loro è importante non farsi abbattere dallo sconforto: nuovi crolli dalle pareti, infatti, potrebbero allungare i tempi di intervento.