Milano, (TMNews) - Non capita solo negli Stati Uniti. La Norvegia l'ha scoperto dolorosamente quando un folle e lucido assassino ha ucciso 69 ragazzi in un campo estivo. Anche il Belgio ha dovuto fare i conti con la pazzia armata di un killer che a Liegi ha sparato sulla folla uccidendo 4 persone e ferendone oltre un centinaio prima di uccidersi.Ma l'America resta comunque un mondo a parte. Lo sottolinea lo stesso sindaco di New York, Michael Bloomberg, quando ricorda la "passione", se così si può dire, a stelle a strisce per le armi."Non esiste nessun Paese nel mondo sviluppato che debba anche solo lontanamente confrontarsi con il nostro problema. Basti pensare che in questo paese ci sono più pistole che abitanti".Un'affermazione solo apparentemente paradossale dato che a fronte di una popolazione adulta di circa 230 milioni di persone le armi detenute dai cittadini statunitensi secondo le ultime stime sarebbero 270 milioni. Armi che secondo le organizzazioni che vorrebbero bandire o ridurre al minimo i permessi uccidono ogni anno almeno 100mila persone.Per oltre 200 anni la Costituzione ha garantito il porto d'armi ai cittadini onesti e nel 2008 e nel 2010 diverse sentenze della Corte suprema hanno ridotto la capacità del governo federale di limitare la legittima proprietà di armi da fuoco. D'altro canto, è bene ricordare che la National rifle association, all'inizio una modesta associazione di cacciatori, si è trasformata in una delle lobby politiche più potenti del paese che ha concorso all'elezione di 4 su 5 dei candidati che ha appoggiato nelle ultime elezioni congressuali. Più pistole che abitanti appunto.