Ishinomaki, (TMNews) - La sua foto scattata mentre si stringe in una coperta e guarda pietrificata la devastazione provocata dallo tsunami in Giappone è diventata il simbolo della tragedia dell'11 marzo. Oggi Yuko Sugimoto, 29 anni, di Ishinomaki ha ricominciato a vivere ma ricorda con terrore quel giorno, quando ha pensato di aver perso suo figlio, a scuola nell'attimo della grande onda, ritrovato solo dopo 3 giorni."Le lacrime scendevano senza sosta dai miei occhi - dice raccontando il momento del ritrovamento - non vedevo niente. Poi, quando sono riuscita a scorgere Raito, era già nelle braccia di suo padre". La sua casa non è ancora stata ricostruita ma suo figlio e suo marito sono vivi, Yuko si sente una privilegiata e vive con sofferenza tutta l'attenzione mediatica nei suoi confronti."A Ishinomaki ci sono persone che hanno sofferto molto più di me. Io mi sento in colpa guardandoli. Mi sono sentita sotto choc quando sono stata invitata in Francia ad esempio, mi sono detta che questo non è il mio ruolo". Un solo pensiero la consola: la speranza di poter usare tutta questa celebrità per aiutare le altre vittime dello tsunami.