Tunisi, (TMNews) - E' considerata una delle artefici della rivoluzione in Tunisia. La blogger Lina Ben Mhenni, 28 anni, è scesa in piazza durante la primavera araba per abbattere il regime di Ben Alì. Il suo attivismo sul web l'ha portata alla nomina a Premio Nobel per la Pace. Dopo un anno dalla rivolta questo il suo giudizio sulla situazione politica del Paese."La situazione in Tunisia non è cambiata. E' vero, ora il popolo si è sbarazzato della paura, esprime più liberamente la propria opinione. Ma per il resto tutto è rimasto come prima, anzi è peggiorato". E anche per il futuro Lina non mostra ottimismo: "Non sostengo alcun partito politico. Tutti cercano i loro interessi, non pensano ai problemi dei giovani e della società. Non mi fido di nessuno".Musulmana, di Tunisi, figlia del presidente di Amnesty International in Tunisia, Lina racconta di aver subito abusi sessuali da parte di tre poliziotti in una delle ultime manifestazioni, il 9 aprile."Mi hanno malmenata, picchiata sulla testa, ho subito abusi sessuali, mi hanno toccata in ogni parte del corpo. Erano in tre, tre poliziotti ed è successo nel cuore della città, davanti a tanta gente", dice la ragazza. Ma nonostante questo, Lina non rinuncia a combattere. "Non ho paura. Mi accusano di essere una dissidente, diffondono le mie foto, e sono nell'elenco di persone da eliminare. Ma continuo a dire ciò che penso. Non mi fermeranno".