Palermo, (TMNews) - La sua bottega è in Salita Artale, piccolissima via alle spalle della Cattedrale di Palermo. Qui il maestro Francesco Bertolino perpetua una tradizione, quella di costruttore e decoratore di carretti siciliani, che rischia di scomparire. Un amore che nacque da bambino, quando cominciò ad aiutare il padre e il nonno nella realizzazione di quello che è considerato il simbolo della Sicilia. "Se non hai l'amore in quest'arte non ti conviene intrometterti: io ho avuto la passione e ho ancora l'arte nelle mani".Il carretto siciliano fu progettato per aiutare i contadini nel lavoro dei campi e nelle saline 4 secoli fa, poi divenne l'antenato del moderno "quotidiano", decorato con episodi che animavano la vita dell'isola, come lo sbarco dei Mille a Marsala. Ancora oggi i "mascellari", le fiancate di legno, sono decoratissime, con colori squillanti. La creatività ha portato l'artista a inserire nelle storie anche personaggi contemporanei. A preoccuparlo è la scarsa attenzione delle istituzioni: "Non avendo aiuto o interesse dei politici a tenere viva la tradizione, è l'ultima che rimane e l'ultima che morirà".Due anni fa, dopo decenni di lavoro, Bertolino è stato costretto a lasciare la sua storica bottega in piazza Sett'angeli, dopo lo sfratto da parte della Curia, con una multa di oltre 32mila euro. Il sogno è tramandare l'attività ai figli: "I miei figli hanno tutti l'arte in mano perchè sono tutti nati in quel magazzino a lavorare con me".