Palermo (TMNews) - Ha firmato autografi come una star del cinema, così il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, è stato accolto al Festival della legalità del capoluogo siciliano dagli studenti che hanno partecipato alla manifestazione. Tanti i temi toccati nel corso del suo intervento, soprattutto ha parlato di rapporti tra Stato e mafia e corruzione contro la quale - ha detto il magistrato fecendo riferimento alle "liste pulite" per le prossime regionali in Sicilia - "non si sono fatti molti passi in avanti""Speriamo che il Parlamento nazionale possa recuperare lì dove la politica siciliana ha fallito con l'approvazione del Ddl Anticorruzione.Ingroia, in partenza per il Guatemala per ricoprire un incarico Onu, ha detto che farà sentire la sua voce anche da lì, poi è tornato anche sul conflitto d'attribuzione dei poteri, sollevato dal Presidente della Repubblica con la Procura di Palermo per le intercettazioni relative all'inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. "Si tratta di una legittima decisione del Quirinale per cercare di ristabilire un punto controverso tra i costituzionalisti e che da tempo era stato chiesto al Parlamento di intervenire e come al solito l'inerzia della politica ha determinato un intervento di supplenza della magistratura, in questo caso della Magistratura Costituzionale".Lapidario, infine, il commento sullo spostamento a Milano del processo contro il senatore del Pdl, Marcello dell'Utri, accusato di estorsione ai danni dell'ex premier Silvio Berlusocni."Berlusconi ha preferito rivolgersi a Milano forse perché è di casa".