Roma, (TMNews) - In Medio Oriente la pace passa anche attraverso una bottiglia di olio di oliva. Perchè questo piccolo oggetto, seppur economico e apparentemente irrilevante nello scenario geopolitico, è in realtà motivo di scontro economico tra palestinesi e israeliani. L'olio di oliva, infatti, è uno dei prodotti che viene esportato dal popolo palestinese, in competizione con quello che gli israeliani producono nei Territori Occupati. "La gente non è sufficientemente consapevole del fatto che i prodotti degli insediamenti israeliani sono in concorrenza con i prodotti palestinesi all'estero. E quando diciamo al cliente che c'è una differenza tra i due prodotti capiscono finalmente che noi viviamo sotto occupazione", dice il ministro palestinese dell'Economia.Un numero sempre maggiore di consumatori sceglie quindi di non acquistare prodotti israeliani che provengono degli insediamenti nei territori palestinesi, considerati da molti il frutto di una occupazione."Non possiamo dire che questi prodotti sono realizzati in Palestina perchè siamo sotto occupazione e non siamo ancora uno Stato", spiega questa donna, a capo di una organizzazione ombrello che si occupa di promuovere l'esportazione di prodotti palestinesi. "Possiamo dire 'made in West Bank' oppure 'made in Gaza' o 'prodotto palestinese' ma non è la stessa cosa".