Amsterdam (TMNews) - L'Olanda è, nell'immaginario collettivo, un vero e proprio paradiso per i ciclisti che, nordici e civili, la attraversano in lungo e in largo sui loro mezzi ecologici. La realtà però, oggi, è decisamente meno rosea, e il boom delle biciclette - 18 milioni nei Paesi Bassi - ha creato una situazione che sempre più spesso viene descritta come "infernale"."La conseguenza - spiega Saskia Kluit, dell'associazione dei ciclisti olandesi - è che le strade sono veramente caotiche. Ci sono pendolari che vanno in bicicletta velocissimi al lavoro e mamme che trasportano i propri figli e sono naturalmente più lente, così che si rischiano molti incidenti, anche perché a causa del traffico c'è poca visibilità".In sostanza i problemi ben conosciuti dagli automobilisti stressati delle città europee si riproducono, su scala diversa, anche nel mondo delle biciclette olandesi. "Certo - spiega un ciclista - è una buona cosa che la gente smetta di usare l'auto per andare al lavoro in bicicletta. Ma nelle grandi città ci sono molti problemi e le piste ciclabili sono iper affollate".Che fare dunque, per uscire da questo circolo vizioso che turba gli onesti ciclisti oltre che il politically correct ecologista? "Quello che chiediamo al governo olandese - conclude la rappresentante di ciclisti - è più denaro e più attenzione per le politiche per la bicicletta. Loro pensano che sia un'operazione a costo zero, ma quando sempre più persone vanno in bici, occorrono più investimenti e più spazi".